Eiaculazione precoce

Ultimo aggiornamento: 29/04/2026

L’eiaculazione precoce è un disturbo della sfera sessuale maschile piuttosto comune, che riguarda circa il 30% degli uomini. Si verifica quando l’eiaculazione avviene troppo presto, generalmente entro pochi minuti dalla penetrazione (spesso entro 1–2 minuti), o comunque dopo una stimolazione sessuale di breve durata, con una ridotta capacità di controllo del riflesso eiaculatorio e un conseguente disagio psicologico.

L’eiaculazione è una normale risposta sessuale maschile ed è un processo complesso che coinvolge diverse fasi: 

  • l’emissione del liquido seminale;
  • l’eiaculazione vera e propria;
  • la chiusura del collo vescicale. 

Questo meccanismo richiede una coordinazione tra sistema nervoso vegetativo e somatico; in particolare, la contrazione della muscolatura del perineo, stimolata dal nervo pudendo, permette l’espulsione dello sperma attraverso l’uretra.

La percezione dell’eiaculazione varia da persona a persona ed è influenzata non solo da fattori neuro-sensoriali, ma anche da aspetti psicologici legati alla situazione e alla relazione con il partner. In generale, si parla di eiaculazione precoce quando l’uomo non riesce a esercitare un controllo volontario sull’eiaculazione e raggiunge rapidamente l’orgasmo in presenza di una forte eccitazione soggettiva.

In base al momento di insorgenza, si distingue:

  • una forma primaria, presente fin dai primi rapporti (spesso legata a fattori psicologici);
  • una forma secondaria, che compare dopo un periodo di sessualità soddisfacente e può avere cause organiche, miste o essere associata ad altre difficoltà, come il deficit erettivo.

L’entità della disfunzione, inoltre, può essere ulteriormente classificata in:

  • lieve: quando si presenta, orientativamente, tra i trenta secondi e il minuto dalla penetrazione;
  • media: quando si verifica tra i quindici e i trenta secondi;
  • grave: quando l’eiaculazione si verifica ancor prima, o proprio all’inizio, dell’atto sessuale.
Approfondimento del Dr. Andrea Militello

Diversi tipi di eiaculazione: ritardata ed aneiaculazione

Si parla di eiaculazione ritardata quando l’eiaculazione avviene solo dopo una stimolazione sessuale molto intensa e prolungata nel tempo, sia durante l’autoerotismo sia nei rapporti con un partner. Viene considerata tale quando la persona percepisce soggettivamente che il tempo necessario per raggiungerla è eccessivo, al punto da provocare disagio a sé stessa e/o al partner.

Si distinguono diverse forme:

  • primaria, se presente fin dall’inizio della vita sessuale;
  • secondaria, se compare dopo anni di attività sessuale soddisfacente;
  • assoluta, quando l’eiaculazione non avviene mai;
  • situazionale, quando non si verifica nella maggior parte dei rapporti.

Le cause possono essere di natura psicologica, tra cui:

  • esperienze psicosessuali traumatiche pregresse;
  • credenze religiose rigide;
  • educazione familiare repressiva;
  • tabù e pregiudizi;
  • ansia da prestazione;
  • conflitti tra dimensione affettiva ed erotica;
  • difficoltà comunicative o dinamiche di potere nella coppia;
  • timore del piacere proprio o del partner;
  • paura della gravidanza e delle responsabilità connesse;
  • paura del fallimento o dell’abbandono.

In presenza di eiaculazione ritardata, è consigliabile rivolgersi a uno specialista, soprattutto quando i tempi eiaculatori sono percepiti come insoddisfacenti. Una valutazione adeguata consente di individuare le cause e intraprendere un percorso terapeutico mirato.

L’aneiaculazione, invece, è l’assenza di eiaculazione, che può verificarsi con o senza orgasmo; si distinguono quindi forme “orgasmiche” e “non orgasmiche”. Si parla di eiaculazione retrograda quando il liquido seminale, invece di fuoriuscire, refluisce nella vescica. Le cause più comuni includono:

  • inibizione sessuale;
  • effetti di farmaci (come antidepressivi e neurolettici);
  • patologie prostatiche;
  • alterazioni del sistema nervoso autonomo.

L’aneiaculazione, soprattutto nella forma con orgasmo, può essere difficile da distinguere dall’eiaculazione retrograda. In questi casi, l’analisi delle urine per la ricerca di spermatozoi consente una diagnosi corretta.

Le cause dell’aneiaculazione possono essere:

  • organiche: patologie della prostata o delle vescicole seminali, interventi chirurgici alla prostata, infiammazioni o esiti post-operatori, neuropatia diabetica, deficit ormonali, in particolare di testosterone, ipotiroidismo, lesioni o tumori del midollo spinale, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, uso di farmaci antidepressivi.
  • psicologiche: ansia da prestazione, paura della paternità, timore inconscio dell’altro sesso, eccessivo autocontrollo.
Eiaculazione precoce

Cause Cause

Come spesso accade per le disfunzioni sessuali, non è sempre possibile individuare un’unica causa dell’eiaculazione precoce. Nella maggior parte dei casi, infatti, entrano in gioco più fattori, che possono contribuire in modo diverso al disturbo. Tra le principali cause possiamo citare:

  • l’ansia, in particolare l’ansia da prestazione, cioè la paura di non riuscire a soddisfare il/la partner, che può influenzare negativamente il controllo dell’eiaculazione;
  • altri fattori psicologici, come lo stress, l’eccessiva emotività o difficoltà relazionali nella coppia;
  • abitudini sessuali, come la masturbazione frettolosa o rapporti sessuali vissuti in modo rapido, che possono ridurre la capacità di riconoscere e gestire il momento dell’eiaculazione;
  • difficoltà nel percepire i segnali premonitori dell’eiaculazione, che rendono più difficile il controllo volontario;
  • un’eccessiva sensibilità del pene, talvolta accentuata anche da rapporti sessuali sporadici;
  • anomalie anatomiche del pene, come frenulo corto, fimosi, incurvamenti marcati o infiammazioni (balaniti);
  • patologie urologiche, ad esempio infezioni o infiammazioni della prostata e delle vie seminali (come le prostato-vesciculiti). In questo contesto, esistono correlazioni tra l'eiaculazione precoce e la prostatite batterica;
  • cause endocrine, come alterazioni della tiroide (ad esempio ipertiroidismo);
  • cause neurologiche, tra cui neuropatie, traumi alla colonna vertebrale o patologie come la sclerosi multipla;
  • interventi chirurgici a livello pelvico o traumi;
  • assunzione di alcune sostanze, come amfetamine o allucinogeni;
  • difficoltà erettive, che possono associarsi o contribuire al disturbo;
  • fattori legati al partner, come dolore durante i rapporti (dispareunia), vaginismo o difficoltà alla penetrazione;
  • scarso controllo o mancata attivazione dei muscoli del pavimento pelvico, cioè quelli situati tra ano e base dello scroto, coinvolti nel controllo dell’eiaculazione.

Sintomi Sintomi

Il sintomo principale dell’eiaculazione precoce è rappresentato dalla disfunzione stessa, cioè da un’eiaculazione che si verifica troppo presto, spesso entro un tempo molto breve o anche in presenza di uno stimolo sessuale minimo nei casi più marcati.

A questo si possono associare:

  • difficoltà nel controllo dell’eiaculazione, con impossibilità di ritardarla in modo volontario;
  • ridotta percezione di piacere durante l’orgasmo, che può risultare meno soddisfacente;
  • difficoltà nel soddisfare il/la partner, legata alla brevità del rapporto sessuale.

Diagnosi Diagnosi

Generalmente, la diagnosi si pone facilmente durante una visita specialistica, in cui il medico analizza e valuta il disturbo riferito dal paziente. Quel che è importante, in questa fase, mediante l’analisi clinica e sessuale, è indagare quella che può essere la causa alla base della disfunzione.

In tal senso, a seconda del caso specifico e laddove individuate cause locali o sistemiche, lo specialista potrà richiedere esami di accertamento. 
 

Rischi Rischi

L’eiaculazione precoce non rappresenta un rischio diretto per la salute fisica, ma può avere conseguenze importanti dal punto di vista psicologico e relazionale, soprattutto quando la vita sessuale viene vissuta come insoddisfacente.

Tra i principali effetti associati al disturbo si possono riscontrare:

  • senso di frustrazione, sia per l’uomo che per il/la partner;
  • abbassamento dell’autostima e della fiducia in sé stessi, legato alla percezione di inadeguatezza;
  • ansia da prestazione, che può alimentare e mantenere il problema;
  • difficoltà nella relazione di coppia, con possibili tensioni o incomprensioni;
  • insoddisfazione sessuale, che può incidere sul benessere generale;
  • umore depresso o depressione, nei casi in cui il disagio diventa più marcato;
  • evitamento o rifiuto dei rapporti sessuali, come conseguenza del disagio vissuto.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La cura dell’eiaculazione precoce viene indicata dallo specialista in base alla causa alla base del disturbo. Nella maggior parte dei casi, si ricorre a un approccio combinato, che può includere diverse strategie:

  • terapia comportamentale: poiché l’ansia rappresenta una delle cause più frequenti, il medico può consigliare un percorso mirato ad apprendere tecniche utili a ritardare l’eiaculazione e migliorare il controllo;
  • terapia farmacologica: prevede l’utilizzo di farmaci, come gli inibitori selettivi della serotonina; in alcuni casi possono essere indicati anche trattamenti topici, ad esempio anestetici locali o l’uso di specifici profilattici. Spesso questa terapia viene associata a quella comportamentale;
  • trattamento chirurgico: indicato quando il disturbo è legato a condizioni anatomiche o patologiche, come frenulo corto o fimosi;

Accanto alle terapie, possono essere utili alcuni accorgimenti:

  • avere rapporti sessuali più frequenti, che possono favorire un maggiore controllo eiaculatorio;
  • affrontare il problema all’interno della coppia, comunicando in modo aperto e costruttivo;
  • coinvolgere il/la partner nel percorso, anche valutando una terapia di coppia;
  • evitare di rimandare il problema, poiché difficilmente tende a risolversi spontaneamente senza un intervento mirato.

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Dr. Giandomenico Mascheroni

Dr. Giandomenico Mascheroni

Medico Chirurgo, specialista in Endocrinologia Sperimentale
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