Con il termine ematuria si indica la presenza di sangue nelle urine.
Si distingue in:
- ematuria microscopica: la quantità di sangue presente nell’urina è esigua e non visibile ad occhio nudo;
- ematuria “macroscopica”: la quantità di sangue è sufficiente per conferire all’urina un colore rosato, rosso o bruno, ben visibile dal paziente.
La fonte del sanguinamento può essere il rene, la vescica, l’uretra o l’uretere.
È opportuno precisare che una colorazione rossastra delle urine non è sempre causata dalla presenza di globuli rossi. L’urina potrebbe infatti colorarsi a causa di:
- presenza di proteina muscolare o mioglobina nelle urine;
- porfiria: un disturbo caratterizzato da deficit di specifici enzimi coinvolti nella colorazione del sangue;
- assunzione di cibi quali barbabietola, rabarbaro o colorante alimentare;
- assunzione di farmaci, quali più spesso fenazopiridina, ma talvolta anche metildopa, fenotiazine, senna, ecc.
Nel caso di ematuria macroscopica si possono distinguere tre quadri clinici:
- iniziale: generalmente indicativa di una causa uretrale o prostatica;
- totale: può essere secondaria a sanguinamento dell’alto apparato urinario o della parete vescicale;
- terminale: spesso associata a neoplasie o calcoli vescicali o a processi infettivi acuti.
È opportuno precisare che una colorazione rossastra delle urine non è sempre causata dalla presenza di globuli rossi. L’urina potrebbe infatti colorarsi a causa di:
- presenza di proteina muscolare o mioglobina nelle urine;
- porfiria: un disturbo caratterizzato da deficit di specifici enzimi coinvolti nella colorazione del sangue;
- assunzione di cibi quali barbabietola, rabarbaro o colorante alimentare;
- assunzione di farmaci, quali più spesso fenazopiridina, ma talvolta anche metildopa, fenotiazine, senna, ecc.
In questi casi si parla di pseudoematuria, una condizione in cui il colore rossastro dell’urina non è dovuto alla presenza di sangue, ma può essere legato anche al consumo di alcuni alimenti (come mirtilli) o all’assunzione di determinati lassativi e farmaci antidolorifici.
Cause
Le cause più frequenti di ematuria sono rappresentate da patologie sia benigne dell'apparato urinario (iperplasia prostatica benigna, prostatiti, calcolosi, cistiti, infezioni renali, traumi genito-urinari) sia maligne (tumore vescicale in primis).
In particolare, l'esordio del tumore vescicale può essere alquanto subdolo e rappresentato da un singolo episodio di macroematuria senza altri disturbi minzionali associati.
Altre cause di ematuria possono essere rappresentate da:
- assunzione di farmaci (antiinfiammatori non steroidei o anticoagulanti)
- assunzione di alimenti;
- intenso sforzo fisico.
Tra le cause patologiche rientrano inoltre le infezioni renali e, più in generale, i traumi a carico dell’apparato genito-urinario.
Le patologie maligne, in particolare il tumore vescicale, rappresentano una causa rilevante di ematuria e possono manifestarsi anche con un singolo episodio di macroematuria in assenza di altri disturbi minzionali.
La presenza di sangue nelle urine può anche avere cause fisiche e non patologiche. Rientrano in questa categoria tutti i danni e le lesioni renali conseguenti una caduta, un incidente automobilistico.
Altre possibili cause non patologiche includono l’assunzione di farmaci (come antiinfiammatori non steroidei o anticoagulanti) e uno sforzo fisico intenso.
Sintomi
La manifestazione clinica più evidente dell’ematuria è la colorazione rosata, rossa o bruna delle urine.
Ulteriori sintomi associati ad ematuria possono essere:
- dolore alla schiena;
- gonfiore di gambe e piedi, oltre a ipertensione arteriosa;
- urgenza di urinare;
- difficoltà di minzione.
Diagnosi
La diagnosi di ematuria non può prescindere dall’anamnesi e dall’esame obiettivo.
Il medico interroga il paziente sui sintomi, domandando da quanto tempo è presente il sangue nelle urine e se sono presenti febbre, calo ponderale (perdita di peso) o dolore durante la minzione. Esegue poi un esame obiettivo, diverso a seconda del sesso del paziente:
- esame della pelvi: un esame previsto per tutte le donne;
- esplorazione digito-rettale: un esame previsto per tutti gli uomini per controllare la prostata.
Seguiranno specifici esami chimici per stabilire la causa del sangue nelle urine.
In particolare:
- esame delle urine: l’esame delle urine consente allo specialista di rilevare la presenza di sangue nelle urine e confermare il sospetto diagnostico di ematuria;
- cistoscopia: questo esame è fortemente consigliato a tutti i soggetti con oltre 50 anni di età e nei pazienti con fattori di rischio per il cancro. Si tratta di una procedura mininvasiva, svolta attraverso una sonda flessibile a fibre ottiche inserita all’interno della vescica che permette allo specialista di determinare la causa del sanguinamento;
- biopsia renale: un esame svolto spesso in caso di sospetti disturbi di filtrazione del rene;
- esami di imaging: come TAC, risonanza magnetica o ecografia dell’addome e della pelvi. Questi esami sono particolarmente consigliati ai soggetti di qualsiasi età che, pur non avendo infezioni o disturbi di filtrazione del rene, manifestano ematuria.
Nei soggetti di età inferiore ai 50 anni con ematuria microscopica e nessun’altra anomalia riscontrata, gli esami del sangue e delle urine verranno ripetuti a distanza di 6 o 12 mesi. In caso di sanguinamento persistente, verranno eseguiti gli ulteriori esami.
La citologia urinaria negativa esclude il tumore vescicale?
In genere, oltre agli accertamenti di base come ecografia delle vie urinarie ed esame delle urine, è stata a lungo utilizzata anche la citologia urinaria, un esame che analizza le cellule presenti nelle urine. Tuttavia, la sua reale utilità è stata messa in discussione. Una revisione condotta su 2507 pazienti con ematuria, sottoposti a citologia urinaria, esami radiologici e cistoscopia, ha evidenziato che il 14% dei casi era associato a carcinoma vescicale. In questo contesto, la citologia urinaria ha mostrato:
- una sensibilità del 45%;
- una specificità dell’89%;
- un valore predittivo positivo del 41%;
- un valore predittivo negativo del 91%.
Questo significa che, in molti casi, l’esame non è in grado di individuare correttamente la presenza di tumore, tanto che oltre la metà dei pazienti con carcinoma vescicale presentava una citologia negativa.
Anche nel lungo periodo, con un follow-up di circa sette anni e mezzo, solo due pazienti con citologia positiva ma con esami radiologici e cistoscopia negativi hanno poi sviluppato un carcinoma vescicale:
- in uno dei due casi era già stata segnalata una condizione infiammatoria con indicazione a biopsia;
- nell’altro, nonostante gli accertamenti inizialmente negativi, la persistenza della macroematuria ha portato infine alla diagnosi di cellule tumorali nell’uretra.
Alla luce di questi dati, la citologia urinaria non sembra avere un’accuratezza tale da essere considerata un esame di prima scelta nei casi di ematuria senza causa apparente, tanto che anche le linee guida dell’American Urological Association ne sconsigliano l’uso iniziale. In pratica, il suo valore diagnostico resta limitato e, soprattutto nei casi in cui l’ecografia non evidenzi anomalie, è più utile procedere in modo graduale con ulteriori accertamenti, come:
- UroTC;
- esami endoscopici.
Rischi
I rischi dell’ematuria sono determinati dalla causa che l’ha generata.
Essa potrebbe essere sintomo di:
- disturbi di filtrazione del rene;
- calcoli renali: a loro volta causa di forti dolori e possibili lesioni renali;
- tumori del tratto urinario: come il cancro della vescica o il cancro dei reni.
Se il sangue è presente nelle urine in quantità significative, il rischio maggiore è quello di sviluppare un coagulo nelle vie urinaria con conseguenti:
- ostruzione delle vie urinarie;
- dolore improvviso durante la minzione;
- difficoltà ad urinare.
Cure e Trattamenti
Il trattamento dell’ematuria è prevalentemente sintomatico e diretto alla causa del sanguinamento.
Alcune possibili cause di ematuria includono infezioni, calcoli renali, traumi o lesioni e problemi di coagulazione. Tra i diversi approcci disponibili troviamo quindi:
- terapia farmacologica: le infezioni della vescica e della prostata vengono generalmente trattate con farmaci antibiotici;
- trattamento dei calcoli renali: i calcoli possono richiedere diverse opzioni di trattamento a seconda delle dimensioni e della posizione;
- trattamento delle lesioni o dei traumi: qualora l’ematuria sia causata da danni renali, il medico prescrive un trattamento adeguato a seconda della gravità dell’infortunio;
- trattamento chirurgico: se il flusso di urina è ostruito da coaguli di sangue, indipendentemente dalla causa, il medico inserisce il catetere urinario (un tubo flessibile) nella vescica e cerca di eliminare la massa.
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