Insonnia
L'insonnia è un disturbo del sonno. Con questo termine, ci si riferisce a una sensazione soggettiva di sonno quantitativamente insufficiente o qualitativamente insoddisfacente. A seconda della fase del sonno interessata, si possono distinguere tre diversi tipi di insonnia:
- insonnia iniziale: difficoltà ad addormentarsi (a "prendere sonno");
- insonnia centrale: ci si addormenta regolarmente ma si verificano uno o più risvegli notturni, con possibilità di riaddormentarsi ("sonno frammentato");
- insonnia terminale: si verifica un risveglio precoce con impossibilità di riaddormentarsi.
Queste tre forme di insonnia possono coesistere.
A seconda della durata, l'insonnia può essere classificata in:
- insonnia occasionale: si presenta in modo sporadico e transitorio, della durata da uno a pochi giorni;
- insonnia recente: insonnia comparsa da meno di un mese, spesso legata a un evento stressogeno negativo come un lutto, un trauma, uno shock oppure a un evento futuro come un esame, una gara, una prestazione impegnativa ecc.;
- insonnia persistente o cronica: insonnia che dura da più di un mese.
A seconda della gravità, si possono distinguere due forme di insonnia:
- insonnia di primo livello: caratterizzata da sintomi solo notturni;
- insonnia di secondo livello: caratterizzata da sintomi anche diurni.
Insonnia digitale: quando la tecnologia ruba il sonno
Oggi si parla sempre più spesso di “insonni digitali”: persone, anche giovani e in buona salute, che passano le notti sveglie a causa dell’uso continuo di smartphone, tablet e computer.
Essere sempre connessi, infatti, può compromettere la qualità del sonno e portare alla comparsa di veri e propri disturbi, anche in chi non aveva mai sofferto di insonnia. Non a caso, quasi il 40% di queste persone finisce per rivolgersi a centri specializzati per i disturbi del sonno.
Alla base ci sono abitudini scorrette che alterano il normale ritmo sonno-veglia, rendendo difficile addormentarsi e causando, il giorno dopo, sintomi come:- irritabilità;
- apatia;
- difficoltà di concentrazione.
Dal punto di vista scientifico, il problema è legato alla luce emessa dai dispositivi elettronici: alcuni studi hanno dimostrato che questa luce può ridurre la produzione di melatonina, l’ormone che regola il sonno, anche fino al 22%. Attività come:
- chattare;
- usare i social network;
- giocare con lo smartphone;
agiscono come veri e propri “stimolanti hi-tech”, con un effetto eccitante simile a quello di due tazze di caffè assunte la sera, contribuendo a disturbare ulteriormente il riposo notturno.
Per contrastare questo problema è fondamentale modificare gradualmente le proprie abitudini: l’ideale sarebbe evitare completamente l’uso di dispositivi elettronici a letto, ma se non è possibile, può essere utile stabilire un limite di tempo dopo cena (ad esempio circa 25 minuti) per controllare messaggi o social. Una volta trascorso questo tempo, è importante allontanare dal comodino tutte le fonti di stimolazione, come cellulare, tablet o computer.
Cause
Rispetto alle cause, vi sono due tipi di insonnia:
- primaria: non dovuta a cause esterne o interne identificabili;
- secondaria: dovuta a cause esterne o interne identificate.
Spesso, l'insonnia secondaria ha un'origine multifattoriale, ossia dovuta a più cause concomitanti. In generale, lo stress è riconosciuto come una delle principali condizioni psico-fisiche che può ostacolare l'addormentamento e il riposo notturno e provocare insonnia secondaria. Le cause dell'insonnia secondaria, tuttavia, possono essere diverse a seconda del tipo di insonnia.
Per esempio, l'insonnia iniziale ("fatica a prendere sonno") può essere dovuta a una scorretta igiene del sonno, ossia ad abitudini di vita che ostacolano l'addormentamento (per es. televisione in camera, uso di dispositivi elettronici, svolgere attività impegnative, fisiche o mentali, prima di coricarsi ecc.), fattori ambientali (per es. rumori, freddo, caldo ecc.), consumo di sostanze eccitanti (caffè, alcolici ecc.), fattori psicologici (ansia, fobie, disturbi del tono dell'umore, preoccupazioni, pensieri ossessivi o ridondanti, ecc.).
Paradossalmente, una delle cause di insonnia iniziale può essere la paura di non riuscire ad addormentarsi ("effetto Pigmalione" ossia della profezia che si auto-adempie).
L'insonnia secondaria centrale, invece, può essere più frequentemente legata a stati depressivi, ansia anticipatoria, incubi, sindrome delle apnee notturne, reflusso gastro-esofageo, disturbi urinari.
Diverse condizioni mediche possono provocare sia insonnia inziale che insonnia centrale: per esempio, ogni sindrome dolorosa (artrosi, artrite, tendinite, fibromialgia ecc.), l'ipertiroidismo, l'assunzione di certi farmaci (es. cortisone).
Sul piano psicologico, la difficoltà ad addormentarsi ("insonnia iniziale") rappresenta in generale la predominanza della vigilanza, ossia della dimensione e dell'attività della coscienza (Io). Si tratta solitamente di una difficoltà ad abbandonarsi, a lasciarsi andare, a mettere da parte i vissuti del giorno, ad allentare il controllo e a entrare in contatto con la dimensione dell'inconscio, di cui la notte e il buio sono simbolo (per esempio, molti soggetti insonni tengono sempre una luce accesa in camera per cercare di mantenere una sorta di filo di Arianna, ossia di contatto, con la realtà cosciente).
Questi aspetti sono spesso rilevati in personalità caratterizzate da perfezionismo, tendenza al controllo, predominanza delle funzioni razionali della coscienza (pensiero e giudizio), tratti ossessivo-compulsivi: in generale, uno scarso rapporto e una bassa confidenza con la dimensione interiore.
I risvegli notturni invece sono associati al contatto notturno con elementi psichici inconsci importanti, ossia pensieri, vissuti, percezioni ecc., che durante il giorno, per vari motivi, sono stati rimossi, repressi, dimenticati, negati ecc. quindi relegati nella dimensione inconscia, ma che durante il sonno, grazie al minor controllo esercitato dalla mente razionale e alla loro particolare tonalità affettiva o energia psichica (solitamente si tratta di elementi riguardanti conflitti o difficoltà relazionali, decisioni da prendere, necessità di cambiamento, impulsi sessuali ecc.), riescono a raggiungere la soglia della coscienza (solitamente tramite un sogno o un incubo) e in questo modo suscitano il risveglio.
Il risveglio mattutino precoce, analogamente all'insonnia iniziale cui è spesso associato, è correlato a una predominanza dell'attività vigile della coscienza, che interrompe il sonno per l'ansia di tornare all'attività diurna e riprendere il controllo della realtà.
Sintomi
Oltre ai sintomi notturni, che tipicamente caratterizzano l'insonnia (difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, risveglio precoce), l'insonnia può essere caratterizzata da sintomi diurni che ne sono la diretta conseguenza:
- sonnolenza;
- stanchezza;
- difficoltà di attenzione e di concentrazione;
- difficoltà di memoria;
- irritabilità;
- nervosismo;
- ipocondria; ansia e depressione (queste ultime possono anche essere cause dell'insonnia, alimentando così una sorta di circolo vizioso);
- mal di testa ecc.
Nelle forme più gravi e nei soggetti predisposti, l'insonnia prolungata può portare a dissociazione, depersonalizzazione e allucinazioni.
Diagnosi
L'approccio diagnostico è mirato a stabilire il tipo di insonnia (iniziale, centrale, terminale) e individuare le possibili cause, dato che il trattamento può essere anche molto diverso tra una condizione e l'altra.
La diagnosi si basa quindi innanzitutto sul colloquio clinico con un medico, che, attraverso una serie di domande semplici, cerca di inquadrare il tipo, la durata, la gravità e le possibili cause dell'insonnia. Il medico può richiedere di tenere un diario del sonno per raccogliere informazioni dettagliate sull'andamento del sonno.
In alcuni casi, può essere necessario sottoporsi a esami del sangue per escludere condizioni mediche alla base dell'insonnia (es. ipertiroidismo) o un esame del sonno (polisonnografia).
Una valutazione psicologica è fondamentale soprattutto nell'insonnia primaria e in tutte le forme di insonnia secondaria correlate a fattori psichici (ansia, depressione, fobie, distimia ecc.).
Rischi
L'insonnia può comportare una serie di rischi per la salute, tra cui:
- salute mentale: l'insonnia può essere correlata a problemi di salute mentale, come l'ansia e la depressione;
- problemi di memoria e concentrazione: la mancanza di sonno può influenzare negativamente sulla memoria, sull'apprendimento e sulla capacità di concentrazione;
- aumento del rischio di incidenti: la sonnolenza diurna può aumentare il rischio di incidenti stradali o sul lavoro;
- aumento del rischio di malattie cardiovascolari: l'insonnia cronica è stata associata a un aumentato rischio di malattie cardiache.
Cure e Trattamenti
L'insonnia può essere curata con un approccio multidisciplinare. Oltre a correggere le cause (quando possibile), alcune strategie per migliorare il sonno includono:
- routine del sonno: creare una routine regolare per andare a dormire e svegliarsi alla stessa ora ogni giorno;
- creare un ambiente di sonno confortevole: un letto comodo, un ambiente silenzioso e una temperatura adeguata possono favorire il sonno;
- limitare stimolanti e alcol: ridurre il consumo di caffeina e alcolici, soprattutto nelle ore serali;
- attività fisica regolare: l'esercizio fisico diurno costante può contribuire a migliorare la qualità del sonno;
- tecniche di rilassamento: aiutano a distendere mente e corpo favorendo il riposo notturno;
- psicoterapia: indicata nell'insonnia correlata ad ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo distimico e nell'insonnia primaria;
- fitoterapia: alcuni rimedi naturali (melatonina, valeriana, escolzia, passiflora, magnesio ecc.) possono essere utili nelle forme lievi e occasionali di insonnia;
- farmaci: in alcuni casi, come quelli di gravità moderata-severa o nelle forme persistenti, il medico può prescrivere farmaci per aiutare a gestire temporaneamente l'insonnia. La terapia farmacologica cambia a seconda del tipo di insonnia e delle cause identificate: per esempio, gli induttori del sonno (sonniferi) sono utili nell'insonnia iniziale, non in quella centrale.
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