Molti pazienti con ragade, tuttavia, sono convinti di essere affetti da "emorroidi", sottoponendosi a lungo, magari, a terapia per le emorroidi e non per la ragade anale.
Approfondimenti
Dal punto di vista clinico, la ragade anale può essere distinta in forma acuta e cronica. Si definisce acuta quando è presente da meno di sei settimane, appare superficiale e presenta margini ben demarcati. La forma cronica, invece, è presente da più di sei settimane e si caratterizza per margini cheratinici, quindi induriti e ispessiti; in genere è più larga e profonda. In questi casi si possono osservare anche ulteriori segni, come la presenza di un nodulo duro definito “nodulo sentinella”, l’ipertrofia delle papille anali e la visibilità delle fibre del muscolo sfintere anale interno.
Un’altra distinzione importante è quella tra ragade anale primitiva e secondaria:
- la forma primitiva non è causata da altre malattie ed è decisamente la più frequente. La ragade anale primitiva è più comune nella popolazione giovane di entrambi i sessi, con un picco nella terza decade di vita;
- la forma secondaria, invece, è associata ad altre condizioni patologiche, tra cui malattie infiammatorie intestinali (in particolare la malattia di Crohn), infezioni come HIV, tubercolosi e sifilide, oppure patologie dermatologiche come la psoriasi e alcune neoplasie.
Nella maggior parte dei casi (circa l’80-90%) è localizzata lungo la linea mediana posteriore dell’ano, mentre più raramente si osserva nella regione anteriore. Quando la lesione si presenta in sedi diverse da queste, è opportuno considerare con maggiore attenzione la possibilità che sia secondaria a un’altra patologia.
Cause
Non esiste un unico ed esclusivo fattore causale per l'insorgenza della ragade anale. Questa, generalmente, si manifesta in pazienti che appartengono ad uno dei due estremi dei disordini della evacuazione intestinale: soggetti affetti da stipsi (stitici) o, all'opposto, diarroici. È ritenuto, comunque, che la linea mediana posteriore sia un’area di “criticità” vascolare, ossia l'irrorazione sanguigna potrebbe talvolta, in tale sede, risultare insufficiente o quasi. Ciò, in presenza di disordini evacuativi, può causare turbe del trofismo.
Sintomi
Il dolore, che spesso è lancinante, ed il sanguinamento alla evacuazione (sangue rosso vivo) sono i sintomi più caratteristici.La ragade è una delle malattie proctologiche maggiormente dolorose e chi ne è affetto descrive il dolore come insopportabile, tanto da indurre il paziente a non evacuare o a farlo sempre meno, con formazione di feci dure ed autoperpetuazione / automantenimento del fenomeno e della situazione patologica.
Spesso, all’esterno, si rileva una appendice cutanea ipertrofica ("nodulo sentinella") ed internamente, attraverso l'anoscopia, si osserva una papilla anale voluminosa, palpabile anche alla esplorazione rettale che, inoltre, rileva la presenza di ipertono (a riposo, in ponzamento ed in contrazione) o meno.
La ragade anale, il nodulo sentinella e la papilla ipertrofica formano la cosiddetta “triade” del paziente affetto da ragade anale.
Cure e Trattamenti
Il dolore è legato allo spasmo sfinterico. Come scritto dianzi, in quanto l'evacuazione scatena ed aumenta il dolore, chi soffre di ragade anale è portato ad evacuare raramente con feci dure ed ulteriore aggravamento della situazione (“circolo vizioso”). Sono pertanto utili integratori che raggiungano lo scopo di ammorbidire le feci. Si può ridurre lo spasmo mediante creme antispasmo (specie a base di nitroglicerina, nifedipina, etc.), dilatatori anali (da utilizzare dal paziente al proprio domicilio) o la chirurgia.
L'intervento chirurgico maggiormente diffuso è la sfinterotomia laterale interna, ossia una piccola incisione dello sfintere interno. La ragade non viene asportata ma, eliminato l’ipertono, guarisce naturalmente nell'arco di 2 - 3 settimane. Il forte dolore, invece, svanisce pressoché subito. L’intervento deve essere eseguito da mani esperte, onde minimizzare il rischio di successiva incontinenza.
Come viene operata una ragade
L'intervento chirurgico è scarsamente impegnativo per il paziente, tanto è vero che può essere addirittura eseguito in day hospital, ma normalmente si preferisce far fare al paziente un giorno completo di degenza.
L'intervento, di breve durata, viene eseguito in anestesia generale o locale, consiste nella divulsione anale, che serve a rilasciare lo sfintere, la toilette della ragade, e una sfinterotomia (piccola incisione del muscolo) parziale per ridurre l'ipertono, a cui segue una plastica (cioè una sutura della mucosa) della lesione utile a ridurre il dolore post-operatorio. Alla fine dell'intervento si lascia una piccola garza intrisa di pomata anestetica sulla ferita chirurgica.
All'indomani dell'operazione si toglie la garza ed il paziente torna a casa. La defecazione può avvenire da subito regolarmente e senza problemi. La chiusura della piccola ferita avviene in un paio di settimane, al termine di cui i punti cadono da soli.
Il dolore nel post-operatorio è ben controllato con gli antidolorifici orali. Ci si può sedere già dal giorno dopo l'operazione, anche se è meglio stare distesi per un paio di giorni ancora. Oppure ci si può sedere cercando di non fare pressione sulla parte interessata.
La sfinterotomia parziale, se ben eseguita, è l'unico modo per impedire quelle forti contrazioni involontarie che causano la ragade e ne impediscono la guarigione. Ovviamente l'intervento deve essere eseguito da chirurgo di provata esperienza perché una sezione troppo ampia dello sfintere potrebbe determinare incontinenza sia a gas che alle feci con invalidità permanente.
L'intervento chirugico di ragade anale, come detto, previene il riformarsi della ragade ma, anche se perfettamente eseguito, non previene ulteriori successive piccole lesioni dell'epitelio dell'ano.
Quindi è bene sapere che qualche sanguinamento occasionale potrà sempre avvenire nel futuro, in caso di stipsi ostinata (o di emissione di feci dure e voluminose); è bene che il paziente consumi pasti ricchi di fibra ( verdure, frutta, etc), beva molta acqua, faccia una regolare attività fisica (almeno una mezz'ora di passeggiata al giorno), ed esegua un'accurata igiene personale.
Bibliografia
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- Basso L, et al. “Quality of Life (QOL) Changes At 2 Weeks and At the End of Treatment with Topical 0.4% Glyceryl Trinitrate (GTN) in Patients with Chronic Anal Fissure (CAF); Results from a Prospective Randomized Trial Assessing Optimal Treatment Duration”. Gastroenterology 2009: 136 (5), Suppl. 1: A-640
- Basso L, et al “Optimal Treatment Duration of Glyceryl Trinitrate (GTN) for Chronic Anal Fissure (CAF): Results of a Prospective Randomized Multicenter Trial”. Gastroenterology 2009: 136 (5), Suppl. 1: A-641.
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