Esame audiometrico

L’esame audiometrico è una valutazione dell’udito che misura la capacità di percepire suoni di diversa frequenza e intensità. In particolare, l’audiometria tonale permette di determinare la soglia uditiva, cioè il livello minimo al quale un suono viene percepito, e di rilevare un’eventuale riduzione della sensibilità uditiva. 

Prezzo

Da 20 € - 230 €

Confronta per provincia

Si tratta di un test ambulatoriale, non invasivo, indolore e che richiede la collaborazione del paziente. Può essere eseguito sia negli adulti sia nei bambini in grado di rispondere in modo attendibile agli stimoli sonori proposti.

Paziente durante un esame audiometrico con cuffie, assistito da una professionista sanitaria.

Quando è indicato l’esame audiometrico

Tra le principali indicazioni rientrano:

  • percezione di un calo dell’udito, da uno o da entrambi gli orecchi;
  • difficoltà nel sentire alcuni suoni o nel seguire una conversazione;
  • presenza di acufeni, come fischi o ronzii;
  • esposizione prolungata a rumori intensi, anche in ambito lavorativo;
  • monitoraggio dell’udito in persone sottoposte a trattamenti potenzialmente ototossici;
  • controlli dopo alcune patologie o trattamenti che possono interessare la funzione uditiva.

La valutazione può inoltre rientrare nell’approfondimento specialistico di alcuni disturbi dell’orecchio associati a sintomi come vertigini o sensazione di orecchio ovattato. La necessità dell’esame viene stabilita dal medico in relazione al quadro clinico.

Come prepararsi all’esame audiometrico

Per questo esame non è richiesto il digiuno e, in genere, non è necessario modificare le terapie farmacologiche in corso. È utile portare eventuali esami audiometrici e referti otorinolaringoiatrici precedenti, soprattutto quando la valutazione viene effettuata per controllare l’andamento dell’udito nel tempo.

La presenza di un tappo di cerume o di altre condizioni che ostacolano il condotto uditivo può interferire con la rilevazione: se necessario, il medico può indicare di risolvere il problema prima del test. È inoltre opportuno evitare un’esposizione intensa al rumore nelle ore che precedono l’appuntamento. In caso di indicazioni specifiche fornite dalla struttura sanitaria, è consigliabile attenersi a quelle ricevute.

Come si svolge l’esame audiometrico

L’esame viene generalmente effettuato da un tecnico audiometrista o, a seconda del contesto clinico, da uno specialista in otorinolaringoiatria. Il paziente viene fatto accomodare in un ambiente silenzioso o in una cabina insonorizzata e indossa apposite cuffie collegate a un audiometro.

Lo strumento produce toni di frequenza e intensità differenti, presentati separatamente ai due orecchi. Ogni volta che percepisce un suono, anche molto debole, il paziente lo segnala secondo le istruzioni ricevute, per esempio premendo un pulsante o alzando una mano. In alcuni casi la valutazione comprende anche la via ossea: un piccolo vibratore viene appoggiato sull’osso dietro l’orecchio per trasmettere lo stimolo direttamente attraverso le strutture ossee del cranio.

Le risposte vengono registrate nell’audiogramma, il grafico che rappresenta le soglie uditive rilevate alle diverse frequenze. Al termine è possibile lasciare subito l’ambulatorio, riprendendo le normali attività.

Quanto dura l’esame audiometrico

La durata può variare in base al tipo di valutazione richiesta, al numero di rilevazioni necessarie e alla collaborazione del paziente. Per un esame audiometrico tonale sono generalmente sufficienti circa 10-20 minuti, anche se la seduta può richiedere più tempo in situazioni specifiche.

I risultati vengono riportati nell’audiogramma e nel relativo referto tecnico; la loro interpretazione clinica spetta al medico, che li valuta insieme ai sintomi, alla visita e agli eventuali altri accertamenti disponibili.

Le principali province

Roma Da 30 €
Varese Da 70 €
Monza e Brianza Da 50 €
Salerno Da 60 €
Milano Da 30 €
Torino Da 50 €
Napoli Da 30 €
Padova Da 30 €
Alessandria Da 140 €
Novara Da 55 €
Latina Da 50 €
Como Da 65 €
Bergamo Da 20 €
Bologna Da 70 €
Palermo Da 35 €
Verona Da 40 €
Bari Da 70 €
Macerata Da 40 €
Pisa Da 80 €
Treviso Da 30 €
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Domande frequenti per Esame audiometrico

  • L’esame audiometrico permette di capire la causa della perdita dell’udito?

    No, non sempre. L’audiometria documenta la presenza e le caratteristiche di un eventuale deficit uditivo, ma da sola può non identificarne la causa. Il confronto tra le soglie rilevate per via aerea e per via ossea fornisce indicazioni utili per distinguere differenti meccanismi di perdita dell’udito. Il risultato deve però essere interpretato insieme ai sintomi, alla storia clinica e alla valutazione specialistica; quando necessario, il medico può indicare altri accertamenti.

  • Che differenza c’è tra esame audiometrico e impedenzometrico?

    Sono valutazioni diverse e possono fornire informazioni complementari. L’esame audiometrico misura la capacità del paziente di percepire gli stimoli sonori. L’impedenzometria studia invece alcuni aspetti del funzionamento dell’orecchio medio, tra cui la risposta del timpano e della catena degli ossicini alle variazioni di pressione. Per questo, in determinate situazioni lo specialista può richiedere entrambi gli accertamenti: non sono due modalità differenti dello stesso test e uno non sostituisce necessariamente l’altro.

  • Un esame audiometrico normale esclude qualsiasi problema di udito?

    No, generalmente. Un risultato nei limiti indica che le soglie misurate con quel test non evidenziano una perdita uditiva significativa, ma non valuta ogni possibile aspetto della funzione uditiva. Per esempio, una persona può riferire difficoltà nel comprendere le parole, soprattutto in determinate condizioni di ascolto, pur avendo soglie tonali considerate nella norma. Se i disturbi persistono, lo specialista può valutare se siano opportuni altri esami audiologici mirati.

  • Se non sono sicuro di aver sentito alcuni suoni, il risultato dell’esame audiometrico è comunque attendibile?

    Sì. L’incertezza è normale quando i suoni sono vicini alla soglia uditiva, cioè al livello minimo percepibile. Durante l’esame alcuni stimoli possono essere riproposti per verificare la coerenza delle risposte e individuare la soglia con maggiore precisione. Non è quindi necessario essere certi di ogni singolo suono: è importante rispondere secondo le indicazioni ricevute e segnalare ciò che si percepisce, senza cercare di prevedere gli stimoli. La collaborazione del paziente contribuisce all’affidabilità del risultato.

  • Posso fare l’esame audiometrico se porto apparecchi acustici?

    Sì, generalmente. L'uso di apparecchi acustici non impedisce di sottoporsi all’esame. È utile portarli con sé e informare il professionista che esegue la valutazione. L’audiometria può contribuire a controllare nel tempo l’andamento della capacità uditiva; la verifica delle prestazioni e della regolazione di un apparecchio acustico richiede invece valutazioni specifiche, scelte in base alle esigenze del paziente.

  • I bambini possono fare lo stesso esame audiometrico degli adulti?

    No, non sempre. La scelta del test dipende soprattutto dall’età e dalla capacità del bambino di comprendere le istruzioni e fornire risposte attendibili agli stimoli. Quando questa collaborazione è possibile può essere utilizzata l’audiometria tonale; nei bambini più piccoli esistono invece modalità di valutazione adattate all’età e, quando necessario, esami che non richiedono una risposta volontaria. È lo specialista a individuare la metodica più appropriata per ottenere informazioni affidabili sull’udito.

  • Cosa succede se l’esame audiometrico rileva una perdita uditiva?

    Se emerge una riduzione dell’udito, il passo successivo dipende dalle caratteristiche del deficit e dal quadro clinico. Il medico valuta il risultato insieme ai sintomi e alla storia del paziente per stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti, un controllo nel tempo oppure un trattamento o un percorso riabilitativo. L’esito dell’esame audiometrico, quindi, non determina da solo la scelta successiva: serve a orientarla in base alla situazione individuale.

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