Visita Reumatologica

La Visita Reumatologica è una valutazione specialistica eseguita per individuare l’origine di sintomi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico e riconoscere eventuali malattie reumatiche. 

Prezzo

Da 60 € - 250 €

Confronta per provincia

Le malattie reumatiche comprendono infatti condizioni molto diverse tra loro, di natura: 

  • infiammatoria;
  • autoimmune;
  • degenerativa;
  • metabolica. 

La prima valutazione permette allo specialista di raccogliere la storia clinica, esaminare i distretti interessati e stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti. Si tratta di una prestazione ambulatoriale e non invasiva.

Mano del medico che sta palpando la mano di un paziente durante una visita.

Quando è indicata la visita reumatologica

In particolare, può essere consigliata in presenza di:

  • dolore o gonfiore a una o più articolazioni, soprattutto se non collegati a un trauma;
  • rigidità articolare, in particolare al risveglio, che persiste a lungo;
  • difficoltà nei movimenti o una progressiva limitazione della funzionalità articolare;
  • dolore alla schiena persistente, soprattutto se associato a rigidità e presente anche durante il riposo;
  • dolore muscolare diffuso o debolezza non facilmente spiegabili;
  • cambiamenti di colore delle dita in risposta al freddo o agli sbalzi di temperatura, come può avvenire nel fenomeno di Raynaud;
  • manifestazioni cutanee associate a dolori articolari;
  • alterazioni di alcuni esami di laboratorio che possono richiedere una valutazione specialistica.

La prima visita può essere utile anche quando esiste il sospetto di una malattia reumatica o autoimmune già sulla base della storia clinica o della presenza di più manifestazioni contemporaneamente. Tra le condizioni che possono rientrare nell'ambito reumatologico vi sono, ad esempio: 

  • artriti;
  • spondiloartriti;
  • connettiviti;
  • gotta;
  • artrosi;
  • alcune malattie autoimmuni sistemiche.

Come prepararsi alla visita reumatologica

In genere, per effettuare una visita reumatologica non è normalmente richiesta una preparazione specifica e non è necessario il digiuno.

È comunque consigliabile portare con sé:

  • eventuali esami del sangue già eseguiti;
  • radiografie, ecografie, risonanze magnetiche o altra documentazione diagnostica pertinente;
  • referti di precedenti visite specialistiche;
  • l'elenco dei farmaci e degli eventuali integratori assunti.

Non è opportuno sospendere autonomamente una terapia prima della visita. 

Come si svolge la visita reumatologica 

La visita reumatologica viene effettuata da un medico specialista in reumatologia ed inizia generalmente con un colloquio durante il quale il reumatologo raccoglie informazioni su:

  • i sintomi (quando sono comparsi, dove si manifestano, con quale intensità e come sono cambiati nel tempo);
  • la storia clinica personale e familiare; 
  • eventuali patologie già diagnosticate;
  • terapie in corso;
  • precedenti accertamenti.

Segue l'esame obiettivo, durante il quale lo specialista valuta le articolazioni e le altre strutture coinvolte, osservandone eventuali gonfiori, arrossamenti, limitazioni del movimento o altre alterazioni. In base ai disturbi riferiti, l'attenzione può essere rivolta anche a muscoli, cute e altri distretti dell'organismo.

Al termine della valutazione, il reumatologo può ritenere sufficiente il quadro clinico disponibile oppure indicare ulteriori esami di laboratorio o strumentali per approfondire il problema. La scelta degli accertamenti dipende dai sintomi e dai reperti emersi durante la visita e non richiede necessariamente che il paziente abbia già eseguito tutti gli esami prima del primo consulto.

Alcune manovre di valutazione delle articolazioni o delle zone già dolenti possono provocare un temporaneo fastidio, ma vengono eseguite dal medico con l'obiettivo di definire meglio il quadro clinico.

Quanto dura la visita reumatologica

La durata può variare in base alla complessità dei sintomi e alla quantità di documentazione clinica da esaminare. Una prima visita dura generalmente circa 30-40 minuti, anche se il tempo può essere maggiore quando è necessario approfondire una situazione articolata.

Al termine della valutazione, il paziente può ricevere indicazioni sugli eventuali approfondimenti necessari e sul successivo percorso clinico. Se non vengono eseguite procedure aggiuntive, è possibile riprendere normalmente le proprie attività subito dopo la visita.

Le principali province

Roma Da 60 €
Napoli Da 80 €
Monza e Brianza Da 110 €
Milano Da 100 €
Taranto 80 €
Viterbo Da 100 €
Catania Da 80 €
Torino Da 120 €
Palermo Da 120 €
Lodi Da 110 €
Brescia Da 115 €
Como Da 140 €
Latina Da 80 €
Bari Da 90 €
Arezzo Da 100 €
Sassari 120 €
Cuneo Da 130 €
Treviso Da 150 €
Varese Da 110 €
Frosinone Da 100 €
Oppure
Hai bisogno di uno specialista per Visita Reumatologica?

Cerca il comune dove effettuare la prestazione, confronta i profili, i prezzi e prenota subito online con i migliori specialisti della tua zona, il servizio è gratuito.

Domande frequenti per Visita Reumatologica

  • Devo fare gli esami del sangue prima della visita reumatologica?

    No, non è generalmente necessario eseguire autonomamente esami del sangue prima della prima visita reumatologica. Il percorso diagnostico viene infatti definito in base ai sintomi, alla storia clinica e ai risultati degli accertamenti già disponibili. Il reumatologo può stabilire successivamente quali analisi siano realmente utili, evitando di sottoporre il paziente a esami non indicati. Se sono già stati effettuati esami ematici o strumentali, è invece importante portarli alla visita: possono fornire informazioni utili per orientare la valutazione.

  • Se ho il fattore reumatoide o gli ANA positivi, significa che ho una malattia reumatica?

    No, generalmente. La positività di un singolo esame non è sufficiente, da sola, per diagnosticare una malattia reumatica. Fattore reumatoide, ANA e altri autoanticorpi devono essere interpretati dal medico insieme ai sintomi, all'esame obiettivo e agli eventuali altri risultati di laboratorio o strumentali. Al contrario, anche la negatività di alcuni test non esclude necessariamente una patologia reumatica. Per questo il reumatologo valuta il quadro clinico nel suo insieme, anziché basarsi sull'esito di un unico esame. No. La positività di un singolo esame non è sufficiente, da sola, per diagnosticare una malattia reumatica. Fattore reumatoide, ANA e altri autoanticorpi devono essere interpretati dal medico insieme ai sintomi, all'esame obiettivo e agli eventuali altri risultati di laboratorio o strumentali. Al contrario, anche la negatività di alcuni test non esclude necessariamente una patologia reumatica. Per questo il reumatologo valuta il quadro clinico nel suo insieme, anziché basarsi sull'esito di un unico esame.

  • Posso avere bisogno di una visita reumatologica anche se non ho gonfiore alle articolazioni?

    Sì, in alcuni casi. Alcune malattie reumatiche possono manifestarsi inizialmente con sintomi diversi dal gonfiore articolare evidente. Dolore persistente, rigidità, debolezza muscolare, manifestazioni cutanee, cambiamenti di colore delle dita con il freddo o altri disturbi possono richiedere una valutazione specialistica, soprattutto quando si presentano insieme o persistono nel tempo. L'assenza di un'articolazione visibilmente gonfia, quindi, non è sufficiente per escludere un problema di interesse reumatologico.

  • Se gli esami sono normali, il reumatologo può comunque trovare una causa ai miei dolori?

    Sì, in genere. Gli esami di laboratorio rappresentano soltanto una parte della valutazione e non sempre evidenziano un'alterazione, soprattutto nelle fasi iniziali o in alcune condizioni reumatologiche. Il reumatologo considera anche caratteristiche e distribuzione del dolore, rigidità, andamento dei sintomi, familiarità, esame obiettivo ed eventuali reperti degli esami strumentali. In questo modo può stabilire se il quadro richiede ulteriori approfondimenti oppure se è più probabile un'origine diversa da quella reumatologica.

  • Alla prima visita reumatologica si può già avere una diagnosi?

    Sì, in alcuni casi il quadro clinico e gli esami già disponibili permettono al reumatologo di formulare una diagnosi già durante il primo incontro. Non sempre, però, è possibile arrivare subito a una conclusione: alcune malattie reumatiche possono presentarsi con sintomi iniziali poco specifici e richiedere un periodo di osservazione o ulteriori accertamenti. Questo non significa che la visita sia inconcludente: uno degli obiettivi della prima valutazione è proprio definire quali informazioni mancano per arrivare a una diagnosi più precisa.

  • Perché è importante andare dal reumatologo senza aspettare troppo se i sintomi persistono?

    Una valutazione specialistica tempestiva può aiutare a riconoscere precocemente alcune malattie reumatiche e, quando necessario, ad avviare più rapidamente il percorso terapeutico. Questo è particolarmente importante nelle patologie infiammatorie, nelle quali un intervento precoce può contribuire a limitare la progressione del danno e a preservare la funzionalità. Non ogni dolore articolare indica una malattia reumatica, ma la persistenza dei sintomi o la comparsa di gonfiore e rigidità non spiegati da un trauma meritano di essere valutate.

  • Se il reumatologo prescrive altri esami dopo la prima visita, significa che sospetta una malattia grave?

    No, in genere. La richiesta di ulteriori accertamenti non implica necessariamente la presenza di una patologia grave. Gli esami possono essere necessari per distinguere tra condizioni che provocano sintomi simili, confermare o escludere un'ipotesi diagnostica oppure definire meglio una malattia già sospettata. Il loro tipo dipende dal quadro emerso durante la visita: il reumatologo li seleziona in funzione del quesito clinico, invece di richiedere automaticamente lo stesso insieme di esami a tutti i pazienti.

Specialisti per Visita Reumatologica